Juve storia di un fallimento societario

L’inno bianconero parla della “storia di un grande amore”, quello che sarebbe dovuto nascere tra i tifosi e la nuova società. In realtà il feeling non è mai nato e la tifoseria ha spesso aspramente criticato le scelte di una società che è stata bravissima a ridare alla Juventus una faccia pulita ma che poco incarna il famoso “stile Juve” e che sembra poco adatta a guidare la società più vincente della storia d’Italia. I contrasti iniziarono con la presa di posizione di Cobolli Gigli &Co sulla vicenda calciopoli e continuarono con gli acquisti di Stankovic (poi saltato), Poulsen e soprattutto Cannavaro, reo di aver abbandonato la squadra all’epoca della retrocessione. Lo strappo sembrava ricucito in estate quando i dirigenti hanno presentato prima Diego e dopo F.Melo. I due acquisti che dovevano portare la Juve a lottare con l’Inter furono seguiti da quelli di Cannavaro e Grosso che per quanto criticati furono accettati perchè presupponevano un ritorno da direttore generale di Marcello Lippi. Si scelse Ferrara e il progetto del 4-4-2 con rombo sembrava quello congeniale alla rosa ma alla prime difficoltà l’esordiente tecnico si ritrovò solo e senza alcun sostegno da Blanc e Secco. L’arrivo di Zaccheroni rientra in una logica poco comprensibile in quanto si è andati a scegliere un traghettatore che poco avrebbe potuto fare per risollevare le sorti della squadra e che non farà parte del futuro progetto bianconero. Il problema principale rimane quello degli infortuni (oltre 70) e la Juve non ha mai potuto schierare la formazione titolare che sulla carta prevedeva il centrocampo più forte ed assortito d’Italia. La situazione attuale vede la Juve rischiare di perdere la Champions, ciò farebbe neufragrare la candidatura di Benitez per la difesa e farebbe diventare poco credibili i nomi che si sono fatti per la prossima stagione. La rivoluzione deve partire dall’alto e dallo staff dirigenziale con l’ingresso di Andrea Agnelli in società e la speranza che  il giovane rampollo possegga quel dna che da sempre ha distinto la famiglia. Essenziale sarà l’innesto di un grande uomo di campo (Marotta il nome più caldo) dopo che sembra tramontato il ritorno di Lippi e l’acquisto di giovani che possano dare una rinfrescata al reparto difensivo. In tal senso si è parlato del danese Kjaer del Palermo mentre il centrocampo merita di nuova fiducia senza stravolgimenti. In avanti i vari Del Piero e Trezeguet avranno un anno in più mentre Amauri ha profondamente deluso. Si punta sul recupero di Iaquinta e difficilmente ci saranno innesti di grande spessore. La novità potrebbe essere rappresentata da Buffon che potrebbe finire sul mercato con la Juventus che facendo cassa punterebbe su un portiere giovane (Marchetti).



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