VII di Serie A: povertà di gol, record negativo

Solo 14 gol in questa prima domenica di freddo, dei quali solo 2 nel pomeriggio di domenica. La VII giornata regala pochi gol e pochi cambiamenti in classifica. Balzo in avanti del Milan che ritrova bel gioco e vittoria contro il Palermo; il ritorno di Robinho guarisce il mal di pancia di Ibrahimovic e Cassano. Lo svedese dipinge assist da ogni posizione, Binho e Fantantonio siglano, assieme a Nocerino, le reti del 3 a 0 finale. Nuova sconfitta per l’Inter, mai così male dagli anni ’20. Nel pantano di Catania, dopo il vantaggio in avvio di Cambiasso, i nerazzurri si scompongono e subiscono le reti di Almiron e Lodi dal dischetto. Non va meglio al Napoli, che con la testa già al Bayern perde a sorpresa tra le mura amiche contro il Parma; emiliani in vantaggio con Gobbi, momentaneo pareggio di Mascara, rete della vittoria di Modesto a pochi minuti dal termine.

Bellissima gara all’Olimpico di Roma, dove, dopo i disordini del weekend, c’era bisogno di un vero spettacolo. Agonismo e gol non sono mancati; Osvaldo zittisce la curva nord dopo solo 5 minuti. Poi nella ripresa l’espulsione di Kjaer e il conseguente rigore assegnato ai biancocelesti cambiano il volto alla gara; il profeta Hernanes sigla l’1 a 1, Klose e Cissè vengono fermati dai legni prima che lo stesso tedesco trovi la zampata vincente al 93° per il 2 a 1 finale. Tuttavia la vetta della classifica parla ancora bianconero. Terminano 0 a 0, però, le sfide Atalanta-Udinese e Chievo-Juventus. Stesso risultato per altre 3 gare: Genoa-Lecce, Cesena-Fiorentina e Cagliari-Siena. Gli unici gol del pomeriggio vedono la firma di Ramirez e Acquafresca; con queste reti il Bologna ritrova il sorriso espugnando il campo del Novara, alla prima sconfitta casalinga in campionato.

IL MIGLIORE – ROBINHO: sicuramente l’uomo che più è mancato al Milan in queste prime 7 giornate. Sarà un “pasticcione” a volte, sarà poco freddo sotto porta, ma il movimento che fa e gli spazi che apre non si ritrovano in nessun giocatore di serie A. Impegna Tzorvas due volte nel primo tempo, segna su un’invenzione di Ibra a inizio ripresa, macina gioco e chilometri. In questo momento può diventare l’uomo in più per i rossoneri.

IL PEGGIORE – SIMON KJAER: se poco aveva convinto nelle partite precedenti un motivo ci sarà. Luis Enrique lo lancia un po’ a sorpresa nella partita più delicata della stagione e lui fa rimpiangere addirittura uno come Burdisso. Il primo tempo lo vede amministrare la pochezza dell’attacco laziale, ma nel secondo tempo, appena messo sotto pressione, cambia il volto del derby, e si sa quanto questo possa costare a Roma. Rigore per la Lazio e doccia anticipata. Da rivedere.



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