“Berlusconi via dal Milan? …Perchè no?

Non c’è che dire, i tifosi di fede rossonera in questo periodo ne stanno passando un po’ di tutti i colori e perciò è logico aspettarsi un po’ di “subbuglio”. Dopo aver visto la loro squadra scivolare via in malo modo prima dalla amata Champions, una tempo non lontano terra di storiche conquiste, e successivamente dalla lotta-scudetto (sempre che realmente in corsa ci sia stata), lo sguardo si volge per forza di cose al futuro, che tuttavia appare alquanto nebuloso a dir poco. Ed è a questo punto che al tifoso, un tempo certamente speranzoso e fiducioso sull’operato della società, assalgono i primi sudori freddi, e magari fosse solo a causa di quanto si potrebbe apprestare a succedere nella finale di Madrid, dove pare superfluo sottolineare chi è il favorito alla vittoria. No, il tifoso non teme tanto gli sfottò da parte dei cugini nerazzurri (a cui ultimamente in Campionato ormai si è abituato), quanto il rischio di cadere in un baratro sempre più profondo della sua squadra e che il gap con le migliori d’Europa sia destinato ad aumentare. Quindi pare naturale che una parte sempre più consistente dei supporters rossoneri inizi a palesare i primi segni di insofferenza anche verso colui che negli ultimi anni, grazie sia alla passione ma soprattutto agli investimenti, aveva portato il Milan sul tetto d’Europa e del Mondo: il presidente Silvio Berlusconi. E dove si poteva manifestare e diffondere questo sentimento, se non attraverso un gruppo su Facebook, il famosissimo social network, intitolato “Berlusconi via dal Milan! Manifestazione in via Turati”, che in pochi giorni ha raccolto l’adesione di più di 18.000 persone. Ora, qualcuno potrebbe chiedersi: come si può avere il coraggio di chiedere di andarsene alla persona che da quando ha assunto tale incarico, ha portato il Milan a vincere ben 5 Champions League e molti altri trofei.Forse queste persone hanno la memoria corta… o forse no! Più semplicemente, si stanno accorgendo che negli ultimi tempi il vento è cambiato, e non di poco. Il primo sentore non è stata la cessione di Kakà (per quanto fosse amato dalla gente rossonera, si è rivelata almeno finora una scelta azzeccata) ma dal fatto che i soldi da essa ricavati non sono stati investiti per rafforzare la squadra o per creare un progetto a lungo termine, ma sono solamente serviti a riempire un buco di bilancio. Non che ciò sia sbagliato in linea di principio, ma se si vuole rimanere ancora sulla cresta dell’onda e competere coi migliori, come sempre sbandierato dai vertici societari pure in questa stagione, tale logica non può pagare purtroppo. Si è quindi giunti ad affidare il timone al coraggioso (ed economico) Leonardo, che oltre a ottime idee e a un gran coraggio ci ha messo sempre la faccia, andando dritto per la sua strada, nonostante alcune inspiegabili e costanti punzecchiature arrivate dall’alto, e cercando sempre di trarre il massimo da un gruppo ormai in là con l’età e non di primissimo livello. Infatti nemmeno dopo una stagione, pare che pure lui ne abbia già avuto abbastanza di questa situazione e sia orientato a lasciare, di sicuro con molta amarezza per quanto successo. Amarezza appunto che si è trasmessa come un virus tra numerosi tifosi, talmente esasperati da volere “cacciare”colui che fino qualche anno fa era per tutti un idolo, ma si sa, non si vive di soli ricordi, ed è questa la considerazione che maggiormente farebbero bene a tenere conto per il futuro Berlusconi&Co, se non vogliono correre il rischio di ritrovarsi nuovamente assediati sotto la sede di via Turati…



4 Commenti a ““Berlusconi via dal Milan? …Perchè no?”

  1. Giorgio Wotton Scrive:

    E’ vero che Berlusconi ha dato tanto al Milan e ogni tifoso dovrebbe essergli calcisticamente grato per tutti i trofei vinti durante la sua presidenza…non dobbiamo però dimenticarci che Silvio acquistò il Milan innanzitutto per motivi pubblicitari, per ottenere fama a livello nazionale e non solo prima della sua discesa politica(si dice addirittura che se ci fosse stata l’occasione avrebbe preso l’Inter piuttosto che il Milan…non era quindi un tifosissimo rossonero…); oggi è fin troppo famoso, il suo giocattolino lo ha stancato e ha smesso di avere il valore di un tempo. Non si può vivere di ricordi, ormai è da qualche anno che il Milan porta a casa stagioni deludenti. Dovrebbe avere il coraggio di farsi da parte come la figlia Marina(maggiore azionaria di Mondadori e Mediaset) cerca di fargli capire da tempo. Dovrebbe scappare da quel calcio malato che lui stesso in italia ha creato investendo per primo pesantissime somme per comprare giocatori assicurare stipendi esorbitanti e ripianare bilanci. Il problema è che i compratori non sono molti, e anche affidarsi a facoltosi sceicchi completamente ignoranti di calcio non è affatto una sicurezza (vedi Man City…). Bisogna, infine, ricordare che è vero che il Milan investe molto meno di un tempo, ma che come ulteriore aggravante negli ultimi anni investe male ed Huntelaar è solo l’ultimo lampante esempio…

  2. Mattia
    Mattia Scrive:

    Apprezzo molto l’analisi e la condivido quasi totalmente. I soldi spesi sono stati modesti ma soprattutto mal spesi da una società che una volta era bravissima a scovare campioni. Berlusconi sarebbe anche disposto a vendere la società però l’affetto che lo lega al Milan lo porta a non considerare offerte da sceicchi vari in quanto gli investimenti sarebbero concentrati in pochi anni e ci sarebbe il rischio che in futuro si stanchino del mondo del calcio.

  3. Luke
    Luke Scrive:

    Come sopra, anche io mi trovo pienamente d’accordo con entrambe le analisi. Sono convinto che almeno inizialmente l’intento di Berlusconi fosse quasi esclusivamente quello di farsi un nome e “pubblicizzare” il proprio prodotto. Tuttavia egli dovrebbe riconoscere che una volta intrapresa questa azione, per ciò che il Milan ha rappresentato in passato e tuttora rapprensenta per moltissimi tifosi, non è concepibile che da un momento all’altro decida di abbandonare a se stesso il suo giocattolo senza pagarne delle conseguenze. Certo, trovare un nuovo acquirente serio e affidabile in questi tempi di crisi non è cosa facile, ma lasciare invece che la creatura costruita si sfaldi pian piano (con conseguente calo di consensi tra tifosi e non) è allo stesso modo poco consigliabile a mio parere…

  4. marce Scrive:

    Nello scenario del grande calcio europeo, e in particolar modo italiano, abbiamo più volte assistito a lunghi periodi di astinenza da vittorie per molti grandi club. Le cause di questo fenomeno possono essere le più svariate, ma ciononostante il tifoso, essere critico per eccellenza, tende all’insofferenza, alla contestazione nei confronti delle società, qualora i risultati non rispecchino le loro aspettative.
    Nel caso del Milan si fa un gran parlare del forte disimpegno da parte del presidente Berlusconi, che dopo anni di grandi trionfi, ha deciso di dare un taglio agli investimenti e abbracciare una politica di austerity. Questo, sia per il ruolo istituzionale che copre, sia, non nascondiamoci, perchè la passione non è pi quella di 20 anni fa. Cessioni importanti, nessun grande nome in entrata, riduzione degli ingaggi e, va da sè, mancanza di entusiasmo nell’ambiente. La situazione nel presente ha risvolti quasi drammatici, soprattutto perchè questo disimpegno non è stato programmato. La politica economica volta all’autosostentamento è un progetto molto interessante e ambizioso, ma necessita di uno sviluppo graduale e studiato. Così non è stato. Il Milan non ha puntato sui giovani (minor costo all’acquisto e minori ingaggi), ha trattenuto morbosamente grandi nomi che ormai appartengono al passato di questo club in nome di un presunto senso di riconoscenza (e per paura di una sommossa popolare da parte dei tifosi), non attuando così un naturale cambio generazionale. Per questi motivi il presente appare a tinte decisamente fosche.
    Ma nonostante questo, credo che con molta pazienza e una gestione societaria finalmente all’altezza, il Milan possa tornare ai fasti di un tempo nel giro di 3/4 anni. Grandi società, sostenute unicamente dagli investimenti di ricchi patron (petrolieri, sceicchi ed emiri) sono destinate al collasso.
    Il nuovo corso della presidenza Berlusconi ha una grande missione: vincere spendendo solo quanto si guadagna. E’ una missione parecchio complicata, ma che agendo con intelligenza, coraggio e spirito imprenditoriale (doti che al presidente certo non mancano) si può perseguire.
    Allora puntare sui giovani fin da ora, aspettando, con pazienza, i risultati, che arriveranno tra qualche anno.
    Pazienza! E anche un po’ di gratitudine per una persona che comunque ha investito moltissimo (non solo economicamente) sul Milan, portandolo ad essere il club più titolato al mondo.

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