Berlusconi: “Con me in panchina, Milan campione!” – il delirio di un presidente?

Berlusconi - Milan: amore, rimpianti e divagazioni sul tema

Le sue ultime uscite in tema Milan avevano suscitato molte polemiche, dai proclami sulla competitività del Milan alle critiche, dapprima velate, poi schiette e pungenti, nei confronti di Leonardo, ma questa volta il presidente Berlusconi ha veramente superato sè stesso, in uno sfoggio di umorismo misto a autostima davvero impareggiabile.

Il Milan è la squadra che amo e perciò io sono il suo primo tifoso – avrebbe dichiarato il premier durante una cena a Palazzo Grazioli – Però io, quest’anno, nonostante i tanti infortuni, se avessi fatto l’allenatore avrei vinto lo scudetto con 5-6 punti di distacco”.
 
Arriva la stoccata definitiva al tecnico brasiliano, che, ironia della sorte, nelle ultime ore era stato accostato all’Inter. Il premier manifesta ancora una volta il suo disappunto per la gestione delle risorse tecniche che è stata portata avanti durante una stagione che però, bisogna ammetterlo, non poteva riservare molte soddisfazioni al club rossonero. Dopo gli addii eccellenti di capitan Maldini, Ancelotti e Kakà, infatti non ci si poteva attendere una squadra all’altezza delle grandi europee nè tantomeno dei cugini nerazzurri, soprattutto perchè a questi eventi non è seguita una fase di ricostruzione vera e propria. Proprio per questo motivo Berlusconi è stato per la prima volta veramente al centro della contestazione del popolo rossonero, giunta al culmine in occasione dell’ultima partita di campionato contro la Juventus. Ma questa è già storia, di questo si è scritto tanto nei mesi passati e non è il caso di tornare sull’argomento.
Ciò che però stupisce è la fermezza del presidente nell’avanzare critiche e accuse nei confronti di Leonardo, uomo della società e, in particolare, di Galliani, che, tra l’altro, era stato fortemente voluto dallo stesso Berlusconi come mister del Milan per stagione 2009-2010. Nella scorsa estate infatti fu senza dubbio importante il pressing dell’amministratore delegato sul brasiliano, ma fu assolutamente decisivo l’intervento del Cavaliere. Come si sia giunti alla situazione attuale è un mistero, in quanto Leo, dopo le prime evidenti, ma altrettanto inevitabili, difficoltà, è riuscito a dare un’identità alla squadra e, nel periodo in cui ha potuto contare sulla totalità della rosa, ha espresso un gioco a tratti spumeggiante e conseguito anche buoni risultati. Poi bisogna aggiungere che nella fase cruciale del campionato, proprio quando il Milan sembrava ad un passo dal tornare grande, c’è stato un crollo su tutta la linea, con un finale di campionato all’altezza di squadra in lotta per non retrocedere. Ma probabilmente ciò che più ha colpito nell’animo Berlusconi è stata l’umiliazione patita in Champions League, quando il Manchester United, orfano di Cristiano Ronaldo, ha sbeffeggiato i rossoneri con un sonante 4 a 0 all’Oltrafford. Probabilmente quella è stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso” e, non a caso, le critiche all’alllenatore hanno cominciato ad apparire nel periodo immediatamente successivo.
Dopo il trionfo dell’inter al Bernabeu il presidente ha voluto rifilare l’ultimo decisivo affondo a Leo, che probabilmente non risponderà. In questi mesi ha dimostrato di essere una persona fantastica, dentro e fuori dal campo, e un buon allenatore con ampi margini di miglioramento: il suo stile e la sua eleganza lo porteranno ad un silenzio che mai fu più saggio e opportuno. Al suo ritorno il Brasile infatti si lascerà alle spalle questa esperienza per immergersi, con tutta probabilità, in incarichi di altro genere, organizzativi e forse politici, e non intende lasciare strascichi polemici nei confronti di una società che comunque è stata la sua vita per oltre 10 anni. Le sue intenzioni erano risapute, si sapeva che l’esperienza da allenatore difficilmente avrebbe avuto un seguito. Questo lascia ancor più perplessi: la polemica del premier appare ancora più inopportuna, sarebbe stato decisamente meglio un addio tra lacrime e ringraziamenti, con i pensieri maligni ricacciati a forza nello stomaco.

il saluto del presidente a Leonardo: un addio amaro

Se non altro questa uscita alimenta un’ipotesi fantascientifica: l’annuncio di Allegri slitta giorno dopo giorno e il toto-allenatore per il Milan potrebbe durare ancora a lungo… che Silvio stia pensando di scendere ancora una volta in campo, magari un campo verde. A sentire i suoi proclami sarebbero solo goie e trionfi per i rossoneri. E allora Silvio cosa aspetti???


2 Commenti a “Berlusconi: “Con me in panchina, Milan campione!” – il delirio di un presidente?”

  1. Berlusconi: “Con me in panchina, Milan campione!” – il delirio di … Scrive:

    [...] Link articolo originale: Berlusconi: “Con me in panchina, Milan campione!” – il delirio di … [...]

  2. jeje Scrive:

    Berlusconi è stato il dodicesimo uomo del milan, un tifoso esemplare.
    Poi è andato dalla figlia per un pranzo e questa gli ha servito pane e acqua.
    Rinfacciandogli: da quando hai preso il Milan solo schiaffi, e miseria, siamo costretti a mangiare pane e acqua.
    A questo ci hai ridotti.
    Vendi il dentone, vendi Pato, vendi Pirlo, vendi Borriello, Vendi Huntelaar, vendi Zambrotta, Vendi Oddo, vendi Abbiati, vendi tutti i 28-38 enni, dacci i soldi e poi fai che caVOLO vuoi, tu e il tuo staff frega soldi che comprano solo BIDONI.
    CON AMORE JE-JE TO LI

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