Un altro titUlo per l’Inter

 

L'Inter alza la sua settima Coppa Italia

Allo stadio Olimpico va in scena l’ultimo atto della stagione 2010/2011. La finale della Tim Cup vede i giovani talenti del Palermo sfidare i campioni in carica dell’Inter. Per entrambe le squadre la partita assume un grande valore per differenti motivi: il Palermo vuole concludere una stagione positiva quanto tormentata con il primo trofeo della sua storia; i neroazzurri, destinati a scucirsi dal petto Scudetto, Champions e Mondiale per Club,  cercano di mantenere qualche grado sull’uniforme 2011/20112, raggiungendo il terzo obiettivo stagionale.

Leonardo schiera una formazione priva di sorprese, preferendo Pazzini a Milito e confermando Nagatomo, prova superba domenica contro il Catania, a destra al posto dello squalificato Maicon. Delio Rossi risponde con Pastore e Ilicic alle spalle di Hernandez, relegando in panchina sia Pinilla che Miccoli, il capitano entrerà a furor di popolo ad inizio ripresa.

La partita sorprendentemente la fa il Palermo con un possesso palla di buona qualità, l’Inter è in versione mourinhana: lascia il possesso palla agli avversari portando improvvisi attacchi di pressing alto che consentono veloci ed efficaci ripartenze. Proprio su una di queste ripartenze Eto’o trova la via del gol, su un illuminante passaggio di Sneijder. Il raddoppio arriva su un’azione identica, il maghetto d’Olanda ispira il leone camerunense che chiude i conti e segna il trentasettisimo gol in stagione. Il finale concitato vede Munoz come protagonista principale; il discusso centrale argentino in 5 minuti passa dalla gloria del gol che riapre la partita alle lacrime per l’espulsione che smorza l’assalto rosanero. C’è infine gloria anche per il Principe che raccoglie un assist di Pandev e chiude la gara con il più facile dei gol, concludendo questa difficile annata con una piccola soddisfazione.

3-1 il risultato finale, bugiardo per chi vorrebbe veder premiato il bel gioco, giusto per chi sa apprezzare una squadra cinica, abituata soffrire e a vincere. Al Palermo l’onore delle armi,  probabilmente l’unico sconfitto è colui che più gioisce per questa coppa, Leonardo è parso impacciato, indeciso ritardatario nei cambi. In questi mesi non è mai riuscito a vincere applicando la sua idea di calcio, sbarazzino e votato all’attacco, e per portare a casa il suo primo titolo da allenatore ha dovuto appellarsi al benevolo fantasma portoghese.



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