L’Inter perde la Trebisonda in Champions: tra Moratti e Gasperini è gelo.

Il gol turco che condanna l'Inter all'ultimo posto nel girone

3 partite ufficiali e 3 sconfitte, di certo non un ruolino all’altezza della squadra campione del mondo. Se la Supercoppa di Pechino aveva tante attenuanti tra assenze e mercato, le partite di Palermo e Champions non hanno scusanti. Dopo la mazzata subita in Sicilia è cominciata la caccia al colpevole, individuato in Gasperini e in una difesa a 3 che poco convince dirigenza e tifosi. E’ vero che nessuna grande squadra utilizza questo sistema difensivo ed è altrettanto vero che Lucio, Samuel e Ranocchia poco si adattano a questo modulo ma la magagna più grande arriva dal fatto che Branca&Co hanno ripiegato (complici illustri rifiuti) su un allenatore che mal si sposa coi giocatori a disposizione. Non è un segreto che Gasp è un seguace del del 3-4-3 e in questa ottica non si capiscono gli acquisti di Zarate e Forlan, entrambe ottime seconde punte ma per niente adatte a giocare sugli esterni. Moratti aveva indicato (dettato) la strada prima della sfida ai turchi ed il buon Gasperini ha eseguito gli ordini presidenziali alla lettera: difesa a 4 con Sneijder dietro Pazzini (e non Milito) e Zarate. Cambiati gli addendi non è cambiato il risultato e l’Inter è tornata a casa con un’altra sconfitta pesante. Il tecnico avrà persino sorriso al gol ospite pensando che finalmente nessuno parlerà più di schemi difensivi ma di attenzione e condizione fisica. Giocatori svuotati (vedi Lucio e Cambiasso) e qualcuno sul definitivo viale del tramonto (Zanetti su tutti) non possono garantire un luminoso futuro alle Beneamata ma nel calcio si sà, è l’allenatore a pagare le colpe. Anche quelle societarie. Sabato arriva la Roma di Luis Enrique ( a caccia anch’esso della prima vittoria) e per l’Inter, ma soprattutto per Gasp è già tempo di ultima spiaggia.



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