Ibra sentenzia:”Milan più importante dell’Inter, da Guardiola aspetto ancora delle motivazioni mentre per Mou avrei ucciso”.

Io,Lui&l'altro: sono Ibra, Guardiola ed il suo ex allenatore all'Inter Josè Mourinho

Bellissima intervista quella rilasciata da Zlatan Ibrahimovic alla televisione satellitare Eurosport. La chiacchierata col campione svedese andrà in onda solo Lunedi 28 ma vi anticipiamo alcuni passaggi fondamentali.
Si parte dalla sua negativa esperienza blaugrana ed in particolare dal suo difficile rapporto da colui che Ibra definisce “il Filosofo”, Pep Guardiola:
“Nel Barcellona ho capito come nel calcio le cose possono cambiare velocemente. Il mio problema lì è stato un uomo, e cioè ‘il filosofo’. Io non avevo problemi con nessuno, non c’è nessuno che può dire che ho fatto qualcosa di male e nei primi sei mesi era tutto eccezionale, andava tutto bene ma poi è successo qualcosa, anche se non so che cosa. Sto ancora aspettando una risposta, ma fatto sta che dopo i primi due mesi del 2010 non mi ha parlato più”. Dopo l’attaccante rossonero la spara ancora più grossa facendo ben intendere per chi fa il tipo nella corsa alla Liga spagnola: “Per Mou avrei ucciso per le motivazioni che mi ha dato, per come mi ha stimolato, con l’altro c’era il calcio, ma un allenatore deve adattare il suo gioco ai calciatori che ha, specie se ne ha comprato uno per 70 milioni di euro. E se l’ha comprato non l’ha comprato per lasciarlo a guardare gli uccelli sugli alberi”.

Attenzione si sposta poi sul Milan ed in particolare sull’avventura in Champions e sulla rimonta dei cugini nerazzurri:
“Non posso parlare male dell’Inter perché lì ho vissuto momenti fantastici, ma storicamente credo che il Milan sia un club più importante; quando sono arrivato qui mi è stato presentato un progetto che ruota attorno a me e mi sono state promesse tante cose su cui si sta lavorando. È un progetto che sta crescendo e credo che il prossimo sarà l’anno giusto per lottare su tutti i fronti”.

Chiosa finale sull’addio di Ronaldo:
“È una grande perdita: non c’è stato nessuno migliore di lui negli ultimi 15-20 anni; guardando indietro non vedo altri giocatori al livello suo e di Zidane. Per me è stato sufficiente essere sullo stesso campo con lui: di Ronaldo ce n’è uno solo. Come diceva Maradona, ci sono molti re, ma un solo Dio. E questo vale anche per Ronaldo”.



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