Pagelle di Italia- Nuova Zelanda

Gilardino

Gilardino: simbolo della sterilità offensiva della Nazionale di Lippi

Ancora una volta gli azzurri deludono non andando oltre un pareggio contro i modesti neozelandesi. Ecco i voti dei giocatori italiani:

Marchetti (5.5): Sostituire Gigi Buffon è impresa ardua ma farlo in una partita decisiva è ancora più dura. Tocca un solo pallone ma purtroppo è quello che raccoglie dalla rete dopo pochi minuti. Incolpevole sul gol appare invece in ritardo sul destro di Wood che fa tremare la nazione.

Zambrotta (6): Reduce da una stagione in ombra con la maglia del Milan, il terzino campione del mondo corre su tutta la fascia destra facendosi trovare pronto in entrambe le fasi. Non a caso è sua la più ghiotta palla gol dell’Italia nella ripresa. Raggiunge solo una striminzita sufficienza, nonostante la brillantezza sembri quella dei giorni andati, per colpa dei compagni, incapaci di raccogliere i suoi cross e di servirlo con i tempi giusti.

Cannavaro (5): Il gol che ci condanna ad un match da dentro o fuori con la Slovacchia sarà anche in netto fuorigioco ma l’intervento del nostro capitano è a dir poco goffo. Il ruggito della tigre sembra quello di un gattone che non mette più paura e lo si capisce quando il ragazzotto Wood lo scherza in pochi metri rischiando di raddoppiare. La speranza di rivederlo condottiero è l’ultima a morire ma il realismo è ben altra cosa e parla di un giocatore di 36 anni in chiara difficoltà.

Chiellini (5): Il pallone che sparacchia in fallo laterale a due metri dalla porta avversaria la dice lunga sulla condizione psico-fisica del “Gorilla” azzurro. Come il compagno di reparto va in crisi su ogni iniziativa avversaria e ha l’aggravante di tentare di impostare le nostre azioni con lanci che  di rado raggiungono il compagno, mentre spesso e volentieri abbattono le Vuvuzela di qualche tifoso sugli spalti.

Criscito (5,5): Reduce da un buon esordio il giovane difensore del Genoa gioca una gara poco coraggiosa. L’avversario diretto gli crea qualche grattacapo ma lui è reo di spingere con poca costanza e continuità.

De Rossi (5): Viste le magagne di Cannavaro è lui ad essere eletto a furor di popolo come Gladiatore della nazionale. Il gol all’esordio col Paraguay lo circonda di aspettative e pressioni che il capitan-futuro giallorosso non riesce a sopportare. Nervoso ed impreciso ha l’unico merito di guadagnare con furbizia il rigore del pareggio.

Montolivo (6,5): In una squadra in cui qualcuno lo reputava non all’altezza si conferma l’unica nota positiva. Dirige l’orchestra con classe cristallina e precisione geometrica. Invita i compagni a partecipare al concerto e quando si accorge che le risposte sono del tutto stonate decide di provarci da solo scaricando una fiondata che fa tremare il palo.

Marchisio (5): Lippi lo rimbabisce schierandolo dietro le punte nella partita d’esordio e facendogli cambiare tre ruoli con la Nuova Zelanda. Lui però ci mette del suo risultando invisibile per 70 minuti. Ad oggi pare l’imputato più accreditato per lasciare il posto al rientrante (speriamo) Pirlo.

Camoranesi (5,5): Mezzo voto in più per il destro che a cinque minuti dalla fine rischia di darci i tre punti. Per il resto la sua prestazione è in linea con quelle d’annata. Poca voglia e poche idee per l’oriundo che doveva farci fare il salto di qualità.

Pepe (5,5): L’ala voluta da Del Neri alla Juventus si sbatte come di consueto ma risulta appannato e con meno iniziative rispetto alla gara d’esordio. Fa imbestialire Lippi girando continuamente a vuoto tanto che il Ct lo cambia dopo 45 minuti.

Gilardino (5):
Gioca da spalla di Iaquinta cercando di venire incontro ai centrocampisti ma tutti i suoi appoggi risultano prevedibili e lenti. Non è messo nelle condizioni di fare gol ne dall’allenatore ne dai compagni di squadra ma lui affanna e per quanto possa negarlo la sua condizione è approssimativa. Lippi lo toglie disperato nell’intervallo.

Iaquinta (5,5): Vincenzo da Crotone è chiamato da Lippi a salvare la patria e lui si rimbocca le maniche fornendo grande corsa e prestanza fisica. Nulla può fare quando gli viene perfino chiesto di stoppare la palla e servire i compagni. Ha il merito di realizzare il rigore che ci tiene in corsa per i Mondiali e che lo salva da un’insufficienza ben più ampia.

Di Natale (5): Se Lippi non scommette sul capocannoniere che per mesi ha strabiliato l’Italia un motivo ci deve pur essere. Totò sembra lontano parente del giocatore ammirato nell’Udinese e finisce per sbagliare anche le cose più semplici. L’impressione è che sia giunto all’appuntamento Mondiale con le pile scariche.

Pazzini (5): L’Italia lo invoca a sostituire il capro espiatorio, Gilardino, ma lui appare smarrito e fuori posizione. Fallisce un paio di semplici stop e, a meno che Cassano venga convocato d’urgenza, non sembra in grado di poter porre la parola fine al digiuno del nostro reparto offensivo.

Lippi (4): Un voto in meno per avere le idee quantomeno confuse, cambia 3 moduli e inverte le posizioni di 10 giocatori senza trovare il bandolo della matassa. L’altro voto in meno è invece inevitabilmente riferito alle convocazioni che ad oggi sono state quantomeno azzardare. Siamo convinti che un pò di malinconia sia venuta anche a lui nel girarsi e vedere seduti in panchina giocatori senza esperienza internazionale e non in grado di cambiare le sorti della nazionale.



Un Commento a “Pagelle di Italia- Nuova Zelanda”

  1. Jacopo Scrive:

    Abbasserei Pepe e Montolivo di almeno mezzo punto a testa. Non se ne salva nessuno, han fatto tutti schifo. E’ inammissibile pareggiare con la Nuova Zelanda, credo sia la seconda squadra più scarsa del torneo. Siamo stati troppo imprecisi nei passaggi e in difesa, e poi li schemi di attacco quali erano? Almeno nella prima partita si sono mossi di più. Sarebbe bello crederci ancora, ma ad un livello così basso è impossibile.

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