Ecco le pagelle dell’Italia che saluta il Mondiale:

 

Le lacrime di Fabio Quaglirella alla fine della partita che ci elimina dal Mondiale.

Lippi (3): Siamo soliti mettere la pagella dell’allenatore in fondo ma questa volta preferiamo fare il contrario per sottolineare le responsabilità del ct nel Mondiale fallimentare dell’Italia. Incensato e invocato per la vittoria in Germania, torna alla guida della nazionale puntando forse sui “suoi” uomini. Le scelte si rivelano sbagliate con un gioco inesistente ed un potenziale offensivo pressochè ridicolo. Come se non bastasse ha le idee confuse anche sugli uomini che ha lui scelto lui stesso e lo dimostra cambiando giocatori e moduli come fossero mutande.

Marchetti (5): Anche questa volta non ha colpe gravi su nessuno dei gol subiti ma facendo un resoconto del suo Mondiale ci si accorge che ha effettuato zero parate e subito 4 gol in due partite. Un motivo ci deve pur essere…

Zambrotta (5): Il terzino rossonero era stato fino ad oggi uno dei più positivi tra gli azzurri. Questa volta appare sulle gambe e privo dello spunto mostrato nelle precedenti apparizioni in Sudafrica. In difficoltà anche in fase difensiva come tutta la difesa azzurra.

Chiellini (4,5): Forse per fermare il buon Vittek avrebbe bisogno del motorino ma dal presente e futuro della nazionale ci si attende di più. Clamorosa la distrazione che porta al raddoppio slovacco. Mezzo voto in più per rimesse buttate in area slovacca nel finale.

Cannavaro (4): Eppure ce lo ricordavamo alzare la Coppa del Mondo in piedi sul tavolino della cerimonia a Berlino. Probabilmente oggi sul quel tavolino neanche riuscirebbe a salirci il 36 enne (ex) capitano della nazionale che incorre in un’altra prestazione in stile Ragionier Fantozzi. Che non sia giornata lo si capisce quando stende un avversario lanciato a rete mentre una volta lo avrebbe rincorso, superato ed aggirato.  Già ammonito rischia l’espulsione dimostrando una condizione psicologica, oltre che fisica, pessima.

Criscito (5): L’impressione è che gli manchi sempre qualcosa. Svolge il compitino sulla fascia sinistra senza capire che oggi c’era bisogno di altro.

Maggio (6): Entra al posto di Criscito provando quantomeno a far male alla difesa avversaria. Fornisce a Di Natale la palla del pareggio ma il folletto dell’Udinese spreca malamente. Forse il terzino del Napoli meritava maggiore considerazione.

De Rossi (4): Eletto di diritto ad essere il trascinatore azzurro nella rassegna iridata, si dimostra ancora acerbo per le partite di grandi importanza. Nervosissimo ed impreciso regala alla Slovacchia la palla del primo gol con un passaggio inguardabile. Completa l’opera perdendo l’avversario su una rimessa laterale che ci costa il 3-1.

Montolivo (4,5): Sembrava aver superato gli spettri che aleggiavano intorno a lui dopo le buone partite con Paraguay e Nuova Zelanda. Contro la Slovacchia, invece, sembra tornato il giocatore incompiuto con buona tecnica ma poca personalità per spiccare il volo. Mai in partita e anche apparentemente spaventato divora l’unica palla gol azzurra del primo tempo. Nella ripresa viene sostituito per fare posto a Pirlo e la differenza si vede.

Pirlo (6): Per la serie: se ci fosse stato lui… Il centrocampista, reduce da un infortunio al polpaccio, entra nella ripresa e con idee e geometrie da fluidità alla manovra. Sarà ancora fuori condizione e con pochi minuti nelle gambe ma la testa è lucida. Sarebbe stato più sensato farlo partire dall’inizio per cercare di incanalare la partita positivamente.

Pepe (4): L’immagine finale è eloquete con il centrocampista dell’Udinese che sparacchia fuori una palla che fortunosamente gli era capitata a pochi passi dalla porta. Grinta e corsa non mancano ma è inutile nascondere che Balotelli da fermo sarebbe stato ben più pericoloso. Diventa il simbolo della peggiore Italia di sempre nonostante l’encomiabile impegno.

Di Natale (4,5): Il mezzo voto in più rispetto al compagno di club è motivato dal gol che ci ridà speranza. Per il resto gioca a ritmi bassissimi senza mai trovare uno spunto degno di nota. Divora la palla dell’1-1 che Maggio gli aveva gentilmente offerto. Si dimostra giocatore che può far bene in Italia ma che in campo internazionale delude per mancanza di personalità ed esperienza.

Iaquinta (3): Il voto non può che essere lo stesso riservato al Ct che lo elegge punta di diamante dell’attacco azzurro. Impiegato praticamente in qualunque posizione non racimola una sufficienza neanche a pagarla e come se non bastasse sbraita contro i compagni che, a suo parere, non lo servono in maniera adeguata.

Quagliarella (7): Lui in Sudafrica non doveva nemmeno andarci ed invece è l’unico volto positivo della nostra nazionale. Le sue lacrime sono quelle di ognuno di noi e la voglia che ci mette è quella di un bambino che realizza il sogno di giocare un Mondiale. Ci prova con un destro dentro l’area che Skrtl salva sulla linea e poi va in rete su assist di Di Natale, ma guardalinee annulla per un fuorigioco millimetrico. Da buon napoletano non si arrende e prima causa il gol di Totò e poi trova un sublime pallonetto che ci da qualche minuto di flebile speranza.



4 Commenti a “Ecco le pagelle dell’Italia che saluta il Mondiale:”

  1. Gabriele
    Gabriele Scrive:

    non sono d'accordo con Montolivo!! povero cristo gli hanno giocato palloni impossibili per tutta la partita, lippi gli ha detto di giocare più avanti e prendere palla da Gattuso e De Rossi che gliela davano sempre fuori tempo e male!

  2. Mattia
    Mattia Scrive:

    Beh sarebbe una spiegazione plausibile se non fosse che all'ingresso d Pirlo le cs sn migliorate sensibilmente nonostante non fosse in condizione. I palloni erano ugualmente sporchi ma l diversa personalità è venuta fuori clamorosamente. Comunque il Mondiale di Montolivo non è del tutto fallimentare come invece quello di altri giocatori…su tutti Iaquinta, Cannavaro, Chiellini, Camoranesi e aggiungerei anche De Rossi che nonostante gli episodi favorevoli di cui è stato protagonista ha sempre disputato partite mediocri

  3. Jacopo Scrive:

    Perfettemante d'accordo con i voti dati. Quagliarella è l'unico che, da quando è entrato, ha cercato l'avversario per saltarlo e faceva movimento. Pirlo ci ha salvato dalla più totale vergogna e umiliazione. Per quanto riguarda gli altri si vedeva subito da come sono entrati in campo (Montolivo che si mangiava le unghie e Lippi che sospirava..) che non hanno mai creduto nella squadra e che si cagavano sotto davanti a squadre più che mediocri, giocando molli e e cadendo ad ogni soffio di vento. Lippi non ha mai una volta gridato per svegliare la squadra in tre partite. Secondo me oltre a lui dovrebbe andarsene finalmente anche Abete che lo ha voluto a tutti i costi una seconda volta, nonostante un' eccellente prestazione di Donadoni in un difficile europeo dopo appena due anni dall'essere stati campioni del mondo.

    Abete fuori!!!

  4. Jacopo Scrive:

    perfettamente d'accordo: http://www.repubblica.it/speciali/mondiali/sudafr…

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